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L’operazione dei CC porta in primo piano (qualora ce ne fosse bisogno) la vivibilità nel nostro paese

martedì 12 gennaio 2016, di redazione


L’azione di controllo del territorio eseguita qualche sera fa dai Carabinieri che ha portato anche a multe per abusivismo ci spinge a una riflessione.
La ’piccola’ illegalità, l’abusivismo, la maleducazione sono purtroppo molto diffusi nel nostro paese. Esse dipendono, sì, dall’iniziativa dei singoli cittadini ma non c’è dubbio che sono favorite da un clima di impunità che si è andato consolidando negli anni grazie alla scarsa o inesistente attenzione di chi era ed è deputato alla vigilanza.
Poi succede che i Carabinieri sono chiamati a sostituirsi al potere amministrativo, sottratti a compiti più delicati come la lotta alla criminalità e allo spaccio.
E la PM? A sentire i componenti del Corpo, diventati da poco luogotenenti per anzianità di servizio, le segnalazioni venivano fatte in passato e vengono fatte oggi ma il potere politico non vi da seguito. Né le vecchie amministrazioni né quelle recenti e attuali, né sindaci decisionisti né sindaci ’democratici’ (e non parliamo delle Commissioni) si sono sognati o si sognano di inimicarsi soggetti che hanno votato o si spera che voteranno alle prossime elezioni, o semplicemente farsi ’ o malo popolo”, come ben riassume, spiega e giustifica un nostro detto popolare.

E così il nostro paese che potrebbe essere un paese normale regredisce ogni giorno di più, diventa sempre più barbaro nella misura in cui ognuno fa i propri comodi e il più forte danneggia il più debole.
Senza regole, soprattutto senza rispetto delle regole, la comunità decade, la civiltà si distrugge, viene meno la convivenza civile.
Gli anni bui che abbiamo attraversato hanno declassato la nostra cittadina, una volta regina del Basso Volturno, a un centro senza appeal e senza futuro. Questo è il paese dove l’abusivismo impera, dove l’occupazione di suolo pubblico è considerata normale, dove i marciapiedi non sono fatti per i pedoni, dove le barriere, architettoniche o meno, sono insuperabili per persone in difficoltà e per anziani, dove un piano traffico è una utopia, dove si circola contromano e si parcheggia come pare e piace, in doppia fila se non è proprio possibile entrare nel bar con tutta la macchina, dove si ostruiscono i passi carrabili impedendo ai proprietari di entrare o uscire dalle proprie abitazioni, dove la segnaletica orizzontale non viene rinnovata da anni e quando lo è stata è scomparsa il giorno dopo, dove si depositano rifiuti dove più aggrada, dove lo schiamazzo degli ambulanti è musica per le orecchie specialmente dei malati, dove è possibile distribuire tutti i giorni migliaia di opuscoli pubblicitari che vanno a intasare cassette postali e insozzare le strade, dove... e l’elenco potrebbe continuare.
Un elenco di malefatte, di disservizi, di emergenze a cui ogni candidato all’Amministrazione si impegna a lavorare e che puntualmente si allunga e si aggrava.

Metter mano a quelle che sono piccole cose (ma da noi sono vere e proprie imprese) non costa poi tanto, anzi non costa nulla in termini finanziari, ma a lungo termine potrebbe restituirci un ambiente paesano più ordinato e quindi più vivibile. E’ necessario uno scatto di orgoglio e uno sforzo di volontà da parte di tutti, in primo luogo dai cittadini, ma soprattutto da chi per elezione o per servizio è chiamato a occuparsi della gestione della cosa pubblica, quindi dell’osservanza delle leggi e dei regolamenti.

frates

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