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Protezione Civile: intervista a Giuseppe Pasqualino

I consigli per far fronte all’ondata di calore

mercoledì 13 giugno 2012, di redazione


S. Maria la Fossa - Alcuni eventi accaduti recentemente, in particolare il terremoto in Emilia Romagna, hanno riportato all’attenzione della cronaca anche il ruolo delle strutture di soccorso, tra cui la protezione Civile.
Sul nostro territorio, a S. Maria la Fossa, opera da molto tempo un valido nucleo di Protezione Civile. Per fortuna non è dovuto mai entrare in azione per eventi importanti ma questa è l’occasione per rivolgere alcune domande al responsabile, sig. Giuseppe Pasqualino, per meglio conoscere la struttura, i compiti e la preparazione degli uomini.

Innanzitutto, sig. Pasqualino, da quanto tempo opera il nucleo di S. Maria la Fossa?
Ha iniziato la prima esperienza con il primo nucleo formatosi agli inizi del 1980 con soli cinque elementi, per poi ottenere il decreto prefettizio n. 1/313 in data 20 novembre del 1982.

Quante sono le persone che ne fanno parte?
In questo preciso momento storico sono sedici quelli iscritti regolarmente del ruolo comunale (di cui otto gli operativi pronti a partire in Colonna Mobile Regionale) e quattro hanno presentato domanda di iscrizione ma stanno ancora frequentando il corso di addestramento previsto prima di essere iscritti.

Più in dettaglio, vorremmo sapere di che tipo di personale si tratta, quali sono le specializzazioni o competenze e se sono stati seguiti dei corsi specifici?
Certamente. Quasi tutti sono addestrati presso la Scuola Regionale di Protezione Civile di Pozzuoli e presso la sede operativa locale (corso di operatore di sala operativa - corso di coordinamento COM e CSS - corso montaggio strutture operative); dodici di loro hanno frequentato il corso di BLSD (Body Life Save con uso del defibrillatore semiautomatico).

Di quali mezzi mobili e immobili dispone il nucleo?
Mezzo speciale ISUZU - Fiat Ducato - Carrello centinato dotato di struttura fissa di trasmissione - Tenda Ferrino F39 omologata ignifuga da 12 posti letto dotata di riscaldamento, brandine, materassini auto gonfianti, sacchi-letto 4 stagioni, tavolo, panche, illuminazione interna ed esterna con quadri elettrici di controllo, base logistica radio-trasmittente mobile - gruppo elettrogeno da 5Kw Kawasaki a benzina, gruppo elettrogeno da 6,5Kw con innesco 220-380V, elettropompa carrabile su mezzo ISUZU, due elettropompe trasportabili manualmente per travaso liquidi in percorsi non facilmente raggiungibili. Sala operativa dotata di n. 2 personal computer di cui uno collegato a internet e posta elettronica, telefono, fax, TV con digitale terrestre e televideo, una base radio trasmittente fissa con radio bi-banda 144-433, tre radio palmari bi-banda amatoriali, cinque palmari RT su frequenza civile dedicata 433, una radio RT con frequenza regionale per i collegamenti diretti con la sala operativa regionale, n. due lampade a lunga gittata di raggio per ricerche notturne e fasci colorati di comunicazione, nastri segnaletici, tabelle stradali indicanti “FIUME in PIENA”, ECC.

Quali sono le emergenze per le quali il nucleo è preparato?
Logistica in caso di Terremoti - alluvioni - eruzioni - gestione emergenze.

E’ una preparazione teorica o anche pratica?
Teorica e pratica

Si è presentata l’occasione per mettere alla prova il personale? E’ stato impegnato in qualche evento importante?
Sì, in tantissime occasioni a livello provinciale, regionale e nazionale, l’ultima in Colonna Mobile Regionale a Roma in occasione della gestione logistica della popolazione prima, durante e dopo la prima celebrazione Eucaristica di Benedetto XVI.

In caso di emergenza in quanto tempo il personale è in grado di essere pronto?
Dalle due alle quattro ore in Colonna Mobile. A livello locale in pochi minuti.

E’ prevista una qualche forma di allerta per la popolazione?
Nel piano comunale di emergenza è previsto il suono prolungato delle campane. Prima vi era una sirena sulla casa comunale ma fu distrutta da un fulmine.

Come è percepito il ruolo della Protezione Civile dalla cittadinanza?
Spesso un po’ in maniera distorta perché le amministrazioni comunali tendono a impiegare gli operatori volontari in occasioni sbagliate e per motivi non rientranti nei compiti specifici della protezione civile.

Come è il rapporto con le autorità civili e militari?
Ottimo

E’ auspicabile una sinergia o una cooperazione con altri nuclei del territorio? Ad es. con Grazzanise?
Da oltre venti anni propongo questo tipo di sinergia ma il campanilismo grazzanisano ha sempre impedito la fattibilità.

Veniamo agli aspiranti volontari. Quali passi deve fare un cittadino per entrare a far parte dei volontari della Protezione Civile?
Presentare istanza al Sindaco, l’unica autorità locale di protezione civile. Successivamente deve essere il funzionario responsabile (dipendente comunale e non volontario) del servizio a curare il settore del volontariato, addestrarlo, promuoverlo, ecc.

Dunque, volontariato si ma sotto la responsabilità dell’istituzione?
Il Servizio di Protezione Civile è un servizio essenziale dell’Ente Locale che non può essere gestito da volontari.

Bene, adesso ne sappiamo un po’ di più. La Protezione Civile a S. Maria la Fossa ha già una lunga esperienza alle spalle e attrezzature di primo ordine per il pronto impiego, ma quello che è più importante è l’inserimento della struttura nella macchina comunale e responsabilità amministrative ed operative ben definite.
Nel ringraziare il sig. Pasqualino per la sua disponibilità ci auguriamo che questa intervista stimoli una riflessione opportuna a Grazzanise e in tutto il Basso Volturno, dove pure le situazioni di rischio non mancano, dalle esondazioni fluviali all’inquinamento ambientale, affinché la Protezione Civile si affermi sempre più come un fattore di sicurezza e di fiducia per le popolazioni.

Intanto diamo notizia di una puntuale iniziativa per la cittadinanza. Considerato che è in arrivo un’ondata di calore, in particolare sulla parte meridionale d’Italia, il servizio di Protezione Civile di S. Maria la Fossa, al fine di diffondere quanto più possibile micro-comportamenti tali da prevenire malori, ha pubblicato sul sito web del Comune un file in PDF contenente dodici regole fondamentali da seguire nei giorni di massima calura. Il documento è consultabile nell’allegato a questa pagina.

frates

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