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Immigrazione: intervista al capogruppo PD A. Caprio

domenica 26 settembre 2010, di redazione


CASTELVOLTURNO – Ultimamente la polemica fra Amministrazione e Opposizioni si è alzata di tono. A ciò contribuisce in maniera determinante lo scottante problema dell’immigrazione e dell’approccio assai diverso delle varie componenti del Consiglio comunale. Nell’ultima assise il Sindaco ha sottoposto ai consiglieri un documento sull’argomento incontrando la ferma opposizione del Partito Democratico.
Al capogruppo prof. Alfonso Caprio rivolgiamo qualche domanda in merito al problema immigrazione.

All’atteggiamento del PD riguardo le problematiche legate all’immigrazione si da un significato di tolleranza verso chi delinque. E’ così?

Il documento che il Sindaco ci ha sottoposto e sul quale ha chiesto la nostra approvazione e il nostro voto, recita: “Quanta forza ed energia hanno sprecato queste associazioni assieme ad alcuni politici di sinistra e quanta bravura hanno messo in campo per confondere le idee e far passare un messaggio mediatico confuso e distorto per offendere il Sindaco”. Onde evitare equivoci di sorta dichiaro che, come gruppo PD, siamo contro lo spaccio di sostanze stupefacenti perpetrato sul nostro territorio comunale sia che sia fatto da bianchi sia che sia fatto da neri, siamo contro la prostituzione perpetrata sul nostro territorio comunale sia che sia fatta da bianchi che da neri, siamo contro qualsiasi operazione di malaffare siano esse estorsioni, pizzo, abusivismo di ogni sorta, ecc. sia che siano fatte dai bianchi e sia che siano fatte dai neri. Tutti siamo sottoposti alla legge dello Stato italiano e tutti siamo tenuti a rispettarla, in primis i bianchi cittadini italiani che se la sono data e poi chi, straniero, sceglie di venire a vivere nel nostro paese deliberatamente, se vogliamo dirci una comunità civile.

Che cosa rimproverate al Sindaco?

Ancora una volta siamo stati portati all’attenzione dei media nazionali per dichiarazioni inqualificabili del nostro Sindaco, contro associazioni che si prodigano a favore degli extracomunitari, accusando i responsabili con nome e cognome di lucrare affari e poi si rammarica che ci siano denunce da parte di questi. Noi pubblicamente esprimiamo la nostra solidarietà a tutte quelle associazioni sia religiose che laiche, che sul nostro territorio comunale si prodigano per alleviare le sofferenze degli ultimi della terra quali sono gli immigrati, in mancanza di amministrazioni periferiche e centrali di uno Stato civile che tale voglia dirsi e che dovrebbe in primo luogo adoperarsi per loro.

Non siete d’accordo sul fatto che l’immigrazione sia un problema grave?

Castel Volturno ha innumerevoli problemi, tra i tanti quelli della spazzatura i cui cumuli sono ritornati a sorgere alti e ampi lungo le strade del nostro territorio. Il Sindaco invece di occuparsene si è scelto un nemico, evidentemente per coprire altre sue mancanze, e lo perseguita e lo addita irresponsabilmente ai cittadini del suo Comune quale elemento scatenante di tutti i mali del territorio. I “neri” in questo comune vi abitano perché i bianchi gli fittano le case e lucrano sulle loro miserie, questo ce lo vogliamo dire o nascondere? I mali endemici di questo comune c’erano già prima, voglio ricordare innanzitutto che fu l’Amministrazione Scalzone che con la delibera consiliare numero 7 del lontano 7 gennaio 1998 decretò Castel Volturno “area ad elevato rischio ambientale”. E’ stato facile denigrare e distruggere la credibilità turistica del nostro territorio, sarà adesso difficile ricostruirla; secondariamente il Sindaco è molto bravo a ricordare le richieste di contributi degli altri alla Regione o allo Stato centrale ma dimentica la sua richiesta fatta in data 2 novembre 2004 alla Regione Campania (Prot. 2005.0726938), tanto vituperata all’epoca, per un importo complessivo di 71.700,00 €, per l’accoglienza di immigrati nel nostro comune e la loro “formazione all’apprendimento delle componenti fondamentali della lingua italiana e dell’informatica”.

Si conosce il numero di clandestini sul vostro territorio?

Noi conveniamo che è forse eccessivo il numero degli immigrati che questo territorio comunale deve sopportare, ma non abbiamo dati statistici certi a cui far riferimento per cui si fa a chi la spara più grossa, 10 mila, 15 mila, 18 mila, secondo noi non sono più di 6 mila.

Il sindaco Scalzone ha chiesto all’ultimo Consiglio Comunale l’approvazione di un documento sull’immigrazione . Quale è la vostra posizione?

Il Sindaco ricorre al Consiglio quando si sente in difficoltà, allora viene e chiede la solidarietà. Noi pensiamo che il successo elettorale, evidentemente, gli ha dato alla testa, per cui ha perso il senso della misura e delle responsabilità a cui la carica che occupa lo dovrebbe richiamare. In qualità di primo cittadino di una comunità dovrebbe avere un maggiore senso di accortezza e assennatezza, e quando parla o rilascia dichiarazioni pubbliche sui giornali o nelle interviste dovrebbe misurare le parole e pesarle, perché poi quello che dice pesa come un macigno. Dovrebbe, perciò, essere più accorto, come si richiede a tutti i rappresentanti di una istituzione civile e non aizzare, come fa, i suoi concittadini alla guerra di secessione razziale o all’apartheid, nei confronti degli extracomunitari di colore, auspicando anche da noi una seconda e più grave Rosarno a cui lui parteciperebbe come capopopolo dei rivoltosi. Questo suo atteggiamento è il frutto di una visione giustizialista, da Far West, che il Sindaco ha sempre posseduto, quella cioè di farsi giustizia da sé. Questo non è ammissibile, in uno stato di diritto non ci si può fare giustizia con le proprie mani. Egli dovrebbe, proprio in virtù della carica che occupa, impegnarsi per calmare gli animi, chiedere il rispetto delle leggi vigenti e prodigarsi per la soluzione del problema.

Insomma, voi stigmatizzate le dichiarazioni del primo cittadino?

Si. Lui chiede solidarietà al Consiglio quando, me lo lasci dire, si comporta scriteriatamente, ieri per una presunta aggressione, oggi per dichiarazioni contro una manifestazione che voleva solo ricordare un efferato eccidio di extracomunitari “neri”, perpetrato deliberatamente da camorristi veri sul nostro territorio contro vittime che erano inermi. Se il Sindaco non riconosce che questi extracomunitari, pur clandestini, erano in primis degli uomini, degli esseri umani come noi, e sono state delle vittime di una efferata esecuzione di camorristi locali, con questa parte politica non potrà mai intavolare nessun discorso serio sull’immigrazione, perché non è possibile scambiare delle vittime per carnefici.

I problemi legati all’immigrazione clandestina sono troppo grossi rispetto alle possibilità dell’ente locale, non trova?

Oggi non hanno alibi di sorta. Il loro cavallo di battaglia per la vittoria elettorale è stato l’immigrazione clandestina “nera”, perché di quella bianca non si parla, e il Comune, la Provincia, la Regione e lo Stato centrale e il prefetto di Caserta, espressione della Maggioranza politica che ci governa, sono tutti nelle mani del Centro Destra. se non riusciranno a risolvere il problema dei problemi questo è da imputare alla loro incapacità di proporre alternative che non siano solo la mera e unica repressione.

Ma quale alternativa propone la vostra parte politica rispetto a una politica considerata repressiva?

I problemi dell’immigrazione clandestina possono essere risolti solo con l’integrazione. Se a queste persone do il permesso di soggiorno e le trascrivo nell’anagrafe comunale so anche dove abitano e dove devo andarli a pescare per fargli pagare la quota che gli spetta per la nettezza urbana, quando delinquono sappiamo dove si trovano. Li controlliamo di più se li abbiamo nelle maglie del nostro sistema, altrimenti restano clandestini e fanno da manovalanza alla delinquenza organizzata. Non sarebbe meglio, tenuto conto che il problema esiste e non ci sarà ministro degli interni che ce lo risolverà, sia ben chiaro a tutti questo, tentare una via diversa, impegnarsi, con l’apporto di tutte le associazioni presenti sul nostro territorio per la causa dei migranti per far si che Castel Volturno diventi un laboratorio di convivenza civile tra le tante etnie che vi si sono stanziate e che sia guardato come modello dall’intera comunità nazionale?

Non sarebbe auspicabile, pur nella dialettica delle opinioni, un concorso di tutti gli schieramenti politici su argomenti così importanti?

Dopo quello che ha “vomitato”, non trovo altro termine più appropriato, contro l’on. Pina Picierno del mio stesso partito, sul Corriere di Caserta del 19 settembre 2010 p. 23, affermando, virgolettato, “Ignobile lei che va a una manifestazione e che non sa nemmeno di cosa sta parlando”? Non sono certamente questi i termini con cui ci si rivolge a un rappresentante parlamentare della nostra Repubblica. Ha poi aggiunto: “E’ vergognoso per chi fa politica venire in un territorio dove c’è un sindaco che rappresenta l’autorità locale e criticarlo senza nemmeno conoscere il luogo e le ragioni per cui il sindaco ha fatto determinate dichiarazioni”. Informo il Sindaco, se non lo sa, che l’onorevole Picierno è stata eletta in provincia di Caserta e non in quella di Brescia, ha forbice e metro per conoscere bene il territorio e i problemi che lo affiggono. E poi la volgare conclusione: “Invito la Picierno a venire qui a Castel Volturno e vivere insieme a noi, se ne ha gli attributi”! Oltre che ad una rappresentante del nostro Parlamento, si sta rivolgendo ad una signora, non sta parlando al Bar ma a dei giornali, che riportano le sue dichiarazioni, che pesano poi come macigni e pregiudicano qualsiasi rapporto con questa parte politica.

Un altro motivo di polemica riguarda la strage di due anni fa?

Il Sindaco continua a dichiarare che la strage è avvenuta perché i sei extracomunitari in quella sartoria spacciavano e cita articoli de La Repubblica. Forse non sa che il PM Cesare Sirignano, che si sta occupando delle indagini sull’eccidio, su La Repubblica del 19 agosto 2010, alla domanda del giornalista se i sei ganesi della sartoria erano coinvolti in traffici illeciti, risponde: “No, non risulta nulla del genere. Si trattava di persone dedite a lavori artigianali, chi faceva il sarto, chi il manovale”. Al Centro Destra locale, invece, fa comodo andare dichiarando che in quella sartoria si spacciava.

Che cosa del documento presentato dal Centro destra non l’ha convita a sostenerlo con il suo voto in Consiglio comunale?

Il “Documento politico sull’immigrazione”, questo il titolo dell’atto prodotto dalla Maggioranza di Centro Destra di Castel Volturno e approvato anche dai consiglieri di “Liberamente” e dell’UDC, è un ampia disamina a volo d’uccello del degrado prodotto a Castel Volturno. Alla fine vengono riportati sei punti sui quali il Consiglio comunale doveva esprimersi e con una votazione approvare. Quello che mi ha lasciato più sconcertato è il punto 5. che recita, rivolto al Ministro dell’Interno, "Chiede di impegnare parte delle forze dell’ordine inviate a seguito della strage del 18.09.2008 esclusivamente per controllare gli extracomunitari", è il termine "esclusivamente" che denota il documento di spiccata matrice razzista, perché in uno stato democratico non si controlla una sola parte, quella nera in questo caso, ma tutti, perché le leggi non vengono emanate dal parlamento di uno stato che si dichiara democratico, in danno o a favore di una parte, ma per tutti i cittadini di quella stessa nazione senza distinzione di sesso, razza e religione. Si parte dal principio che davanti alla legge siamo tutti uguali bianchi, neri e gialli e questo lo afferma sia la nostra Costituzione che i trattati internazionali che l’Italia ha sottoscritto. Non riesco poi a comprendere perché i neri vanno controllati e i bianchi, tra cui si confondono e nascondono i malavitosi camorristi, che vanno deliberatamente a sparare sei poveri cristi, che niente di male avevano fatto se non di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, non devono essere controllati. Queste posizioni di marcata matrice razzista non possono essere da me né supportate né sottoscritte, perché ne va prima la mia dignità come persona umana e secondo quella di rappresentante politico di un partito quale è il Partito Democratico che si riconosce nella lotta partigiana e nella Costituzione democratica italiana.

intervista di frates

 


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