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"Il paese liquido: in volo con Baba Seidu", un elzeviro di Mario Luise

martedì 7 dicembre 2010, di redazione

Riceviamo e pubblichiamo un nuovo importante contributo di Mario Luise che, sulla scia di articoli già pubblicati relativamente alle problematiche legate all’immigrazione, ha scritto questo racconto, dal vago sapore fantascientifico, ma non tanto, celandosi dietro un anagramma per rendere la narrazione ancora più verosimile. "A me, per la verità - afferma l’autore - quella prefigurata nel racconto di Aromi Seuli, [la futura realtà di Castelvolturno], non sembra solo frutto di fantasia, ma di una concreta possibilità.
Infatti, sono ripresi tutti i temi che necessitano di un serio impegno nell’immediato, sicchè la data del 2040 è solo un momento - un volo - di illustrazione di un programma già realizzato.

IL PAESE LIQUIDO
In volo con Baba Seidu

Castel Volturno. Anno 2040.
Dal nostro corrispondente dal futuro.

L’elicottero del Corpo Forestale dello Stato sorvola silenzioso sul filo di costa di Castelvolturno. Procede quasi radente un mare calmo, reso più azzurro, sotto la nostra scia, dall’increspatura procurata dal vento delle eliche.
Siamo con il sindaco Baba Seidu, ghanese - ma lui si schermisce e dice: “cittadino…e basta”-. Da quando è stato eletto, è una consuetudine per lui incontrarsi con la stampa in occasione di particolari eventi. Non tanto perché faccia ancora notizia il fatto che un africano sia diventato il sindaco di una città che anni fa registrava le più forti tensioni tra residenti e immigrati - “acqua passata”, dice lui -; ma soprattutto perché la sua gestione è riuscita a dare un impulso alla rinascita dell’intero litorale. Ma lui sottolinea: ”Una miscela di energie e una buona pianificazione”.
Abbiamo già riferito in precedenti corrispondenze, di altre iniziative che, sottraendo il territorio al degrado, hanno fortemente rilanciato l’economia e lo sviluppo sociale. Qui è tutto un cantiere. C’è, nei discorsi della gente, un’aria di sicurezza per l’avvenire, di serenità, di pacifica convivenza multietnica. Anche il condizionamento della camorra, sembra sepolto nel passato. Ed è lontana l’epoca dei commissari prefettizi per infiltrazioni camorristiche. E’ come se si fosse manifestato un prodigioso “rinascimento castellano”. Ogni volta che ci ritroviamo qui, è una sorpresa.
Il sindaco Baba Seidu, stavolta, ha voluto dare a noi giornalisti, una visione panoramica dell’aspetto dell’intero litorale, con un volo in elicottero. Vediamo correre veloce sotto di noi, il tappeto ondulato delle cime della folta pineta; la spiaggia rigenerata da un grande ripascimento, dopo l’erosione; l’ordinata fila dei variopinti lidi; i numerosi spazi aperti per il libero accesso al mare…Non c’è che dire: 27 chilometri di costa ordinata, utilizzata e protetta. Una novità.
Procediamo verso sud, e mentre guardiamo la costa, pensiamo alla Campania Felix, o addirittura alla Magna Grecia, ad una lontana storia che includeva questo litorale tra le naturali bellezze del Sud.
Reminiscenze classiche! Il sindaco indirizza l’elicottero sul vecchio canale dei Regi Lagni. “Vedete?! - dice - non è più la cloaca di una volta. Altra acqua sotto di noi! E’ ormai un corso d’acqua, tutto alberato fino a Nola, che raccoglie un sistema di canali interprovinciali". L’acqua è depurata - continua Baba Seidu, come per prevenire le nostre domande - e viene utilizzata per l’irrigazione dei campi”. Ci illustra, quindi le potenzialità dell’impianto di depurazione. Il sindaco, dopo la provocazione messa in atto anni fa con la costruzione di una diga per bloccare i liquami provenienti dall’interno, è contento di spiegarci nei minimi particolari le caratteristiche del nuovo sistema di depurazione degli scarichi fognari. “Questo non è che l’ultimo di una serie di impianti costruiti in prossimità degli allacciamenti fognari di tutti paesi che si trovano a monte. Un’opera civile e ambientale a vasto raggio... Ora all’impianto e al mare non arriva più niente che non sia già stato trattato”.
Una leggera virata e sorvoliamo Pinetamare. E’ una panoramica tanto diversa da quella che numerosi reportage d’epoca ci hanno consegnato: l’inquinamento al largo, le requisizioni, la pubblicizzazione, le torri… Sembrano anni lontanissimi, e il sindaco non spreca tempo a parlarne. Ci fa vedere, invece, un ordinato equilibrio tra verde e costruzioni. E si sofferma a decantare la Nuova Darsena - 1200 posti-barche -, diventata una importante via del mare, collegata con tutte le isole e le più note località marittime del Mediterraneo.
Procediamo “di acqua in acqua”, dice il sindaco, verso il vicino Lago Patria. E’ così prossimo e parallelo alla spiaggia, da sembrare una azzurra bolla, messa lì per proteggerla dai marosi. Appare subito, maestosa, la bella Piazza dei Popoli, simbolo del multicultarismo. Al centro si erge il bellissimo monumento dedicato ai sei ghanesi barbaramente trucidati per mano di un gruppo di camorristi, nel 2007.
Chiediamo a Baba Seidu di raccontarci di quando, anni fa, fu vietata l’apposizione, in un angolo, di una sghemba stele (un ferro contorto ) per celebrare l’anniversario dell’eccidio. Ma lui sospira, glissa, e ci parla d’altro. In una precedente corrispondenza , già abbiamo scritto del Lago Patria e delle sue attrezzature per gli sport acquatici. Ma pure adesso, non possiamo fare a meno di pensare alla vecchia Liternum, alla tomba di Scipione l’Africano, i cui resti sono lì, sulla sponda di destra, e che conferiscono all’ambiente qualcosa di antico, di arcano.
L’elicottero procede oltre. “Questo che vedete sotto di noi - indica il sindaco con la mano sporgente - è il “Parco Acquatico”. E’stato realizzato al posto delle cave di sabbia, dannazione di questo territorio. E’ il risultato di una grande bonifica ambientale, che ha liberato i fondali delle cave dai veleni dei rifiuti tossici che vi erano stati scaricati. Su quella stessa superficie abbiamo realizzato un progetto di recupero con finanziamenti della Comunità Europea, che integra l’elemento acqua, ritenuto ancora utilizzabile, con parchi pubblici, aree boschive, verde attrezzato, impianti sportivi…Il nostro - qui alza la voce, come per dire: prendete nota - è un paese liquido, e abbiamo fatto della liquidità la nostra risorsa!”.
Il pilota si muove sempre su suggerimento del sindaco, che indica la rotta da seguire. Puntiamo veloci oltre il fiume Volturno, sulla sponda destra. ”Vedete quest’altro canale? Va dal mare fino all’ultima ansa del fiume, e taglia in due la zona. E’ stato costruito nel letto del vecchio Lagopiatto, che era stato sciaguratamente interrato. Ne abbiamo ricavato un’isola: il mare ad occidente, e tutt’intorno l’abbraccio delle acque del fiume. In questo modo funge anche da scolmatoio durante le piene”.
Ci viene naturale chiederci: ma quant’acqua e quanti corsi d’acqua ha questo paese! Come mai nessuno se ne era accorto prima?!
Ma il volo continua. Ecco che ci allontaniamo dal mare, e voliamo fino al Centro storico. Un giro sul Castello e sul Borgo antico, e via…Riprendiamo la via del mare, posizionandoci al centro del fiume, come fosse una pista. Abbiamo di fronte un rettilineo meraviglioso. E in fondo l’immensa distesa del mare.
Vedete come tutto è cambiato? E per chi ama la storia, dirò che molto è ritornato uguale a com’era al tempo dei romani, nel 90 d.C. L’acqua è la nostra risorsa, signori! Vedete lungo le sponde quante imbarcazioni? Finalmente, abbiamo realizzato il tanto agognato porto canale, il “Porto del Dio Volturno”. Sono due chilometri che vanno dal centro storico al mare, con le sponde traboccanti di imbarcazioni commerciali e turistiche, a destra come a sinistra. Il canale è sempre pieno di barche, è frequentatissimo” - dice il sindaco -. “…La gestione ci costa poco perché il dragaggio nel fiume non è oneroso come nel mare... Vi ho fatto fare il volo dal paese al mare - dice Baba Seidu girandosi verso di noi per farsi sentire ancora meglio - perché è questo il percorso del fiume, il suo punto di vista, non viceversa…”. Ne parla come se fosse una cosa animata, una moderna divinità sempre presente e partecipe!
Ora l’elicottero ha superato il largo imbuto della foce, e ci ritroviamo nell’aperto mare. Uno sguardo da lontano al litorale, un volo rotondo, e si torna indietro.
“Atterra sull’elipista!” - dice il sindaco al pilota. Ora i nostri ospiti saranno stanchi. Dopo la pausa pranzo ci aspetta un interessante convegno”. Il tema, a questo punto è ovvio: Il Paese liquido: Risorse ambientali e sviluppo economico. Di spalla, il nostro resoconto del Convegno.

Aromi Seuli

 


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