26 gennaio, di redazione
Pietro non l’aveva mai detto, ma anche lui scriveva qualche cosa di nascosto e, quel ch’è peggio, possedeva un taccuino. L’aveva trovato in un gran mucchio di rifiuti da bruciare, fra scatole vuote e stracci insanguinati, e doveva esser stato il libretto della spesa d’una donna di servizio italiana, perché sulla prima pagina (la sola scritta) c’era un conto: pane lire una e cinquanta, conserva due, cavolfiori due e cinquanta, sigarette per il signore due. Come fosse finito lí, lo sa Iddio. Pietro, (...)