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Nomina responsabile PM: il decreto sindacale rinviato al mittente con una lettera di precisazioni

venerdì 10 febbraio 2012, di redazione


Grazzanise - Dopo un lungo girovagare (forse condizionato dal maltempo di questo periodo), finalmente è giunto a destinazione il decreto sindacale di conferimento della qualifica di Responsabile dell’Area della Polizia Municipale all’agente Giuseppe Florio.
Tutto risolto, dunque?
Assolutamente no, anzi la situazione non evolve, bensì sembra peggiorata e per il servizio di PM in sé e per l’immagine dell’Amministrazione, richiamata dall’agente in questione all’osservanza di leggi e regolamenti che pare non aver rispettato con questo provvedimento. Un rilievo che ha convinto l’agente Florio a non ritirare il documento recatogli dal messo comunale (già servirsi del messo invece di una convocazione e consegna diretta la dice lunga sui rapporti tra Amministrazione e dipendenti) e che lo ha spinto ad accompagnare tale decisione con una lettera indirizzata al Sindaco.
Cosa è scritto in questa lettera è lo stesso agente a spiegarlo: “La lettera contiene dei rilievi squisitamente tecnico-giuridici”.
Vogliamo esplicitare possibilmente in forma semplice per i nostri lettori?
“Innanzitutto partiamo da un punto. Il sottoscritto non ritiene di essere in possesso dei requisiti richiesti”.
Possibile?
“Non è strano. Secondo il Dlgs 165/2011 il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore. Poiché il sottoscritto è inquadrato nella Cat. C la sua superiore è la D. Tuttavia nel comune di Grazzanise il responsabile dell’area PM è inquadrato nella D3 ed ecco che il salto non è possibile”. E’ tutto? Sembra un po’ lo spaccare il capello!
“Non è tutto. Il TUEL prescrive che nei comuni privi di qualifica dirigenziale le funzioni possono essere attribuite ai responsabili degli uffici. Ma il sottoscritto non riveste alcun incarico di responsabilità essendo un semplice agente. Anche il CCNL del 5.10.2001 è chiaro: la posizione organizzativa può essere attribuita solo a un dipendente di cat. D e in mancanza nell’ area di competenza si ricorre a un’altra area”.

Insomma la faccenda appare senza vie d’uscita. L’agente Florio ritiene che non ci siano proprio i presupposti per ricevere il decreto sindacale. Anzi va oltre, dando una ‘lezione’ all’Amministrazione spiegando quello che prevede il regolamento del Corpo di PM per la sostituzione del Comandante assente. Secondo il Florio "non c’è nessuna necessità di decreti per la sostituzione in quanto le regole prevedono l’automaticità delle funzioni che vanno ad investire via via i gradi inferiori del Corpo. Ovviamente i compiti di cui si parla – precisa Florio- sono quelli propri di Polizia che non possono essere delegati ad altri. La responsabilità dell’area, così come è comunemente intesa, può essere affidata solo a un dipendente di Cat. D il quale può disporre di attività precipuamente amministrative (impegni di spesa, rilascio autorizzazioni, ordinanze, ecc)".
Allora era proprio impossibile recepire questo decreto?
“Vogliamo scherzare? Esso è passibile di nullità e la sua accettazione esporrebbe il dipendente a rischi di illegittimità amministrativa e penale. Ad ogni modo ribadisco:non mi sono rifiutato ma, alla luce della normativa citata, ho l’obbligo di non accettare. Comunque non mi tiro indietro nell’assumere le funzioni di Vigile più anziano in servizio, come previsto dal regolamento della P.M., in questo momento di vuoto e confusione”.
Un vero guazzabuglio. La PM continua a non avere un responsabile. Fino a quando durerà la telenovela?

frates

 


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