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Chiude fino a data da destinarsi il centro per anziani

Le dimissioni del Comitato di gestione dopo l’esposto di Parente e l’insufficiente sostegno dei soci

sabato 7 febbraio 2015, di Peppe Florio


GRAZZANISE – Chiude, fino a data da destinarsi, il circolo polivalente per gli anziani, dopo le dimissioni del direttivo da poco eletto: fino ad allora sarà interdetto l’accesso ai locali del centro per la "terza età".

Come aveva comunicato pochi giorni fa Raffaele Raimondo, dirigente e addetto stampa del circolo, lo scorso mercoledì il presidente Giuseppe Tescione (nella foto a destra) ha convocato il Comitato di gestione del circolo per discutere dei risultati dell’assemblea degli iscritti del 29 gennaio, giungendo alla decisione definitiva: le dimissioni di tutto il Comitato.

Motivo dominante della decisione – fa sapere Raimondo – l’esposto presentato da Renato Parente (esponente del centrodestra locale, già coordinatore negli anni scorsi del locale circolo Pdl), col quale è stata messa in dubbio, per presunti vizi formali, la validità delle elezioni tenutesi lo scorso 11 dicembre e presiedute dal responsabile dell’area amministrativa Maurizio Malena. Sebbene si conoscessero già le intenzioni di Parente, che spesso, nelle ultime settimane, si è confrontato con la commissione straordinaria su questo tema, a portare il Comitato alla risoluzione di staccare la spina è stato “un insufficiente sostegno da parte dei presenti alla predetta all’assemblea”.

Dando notizia dell’incontro del 29 gennaio, avevamo osservato che “nel ventennale della sua istituzione il sodalizio grazzanisano della “terza età” ha bisogno di riaprire a tutto campo una discussione aperta e democratica, al fine di esaminare aspetti e problemi della quotidianità associativa, ma soprattutto per discutere attentamente le linee di un rafforzamento globale a lungo termine su vari e interconnessi piani: strutturale, organizzativo e programmatico. Si profila dunque l’occasione per chiudere in via definitiva un’epoca in cui, accanto alle tante buone iniziative intraprese, non sono mancate incomprensioni e polemiche spesso sterili” commenta con una certa nota amara Raimondo, che poi aggiunge: “Occasione fallita, giacché, in luogo delle proposte, si sono fatte ancora una volta largo, in un evidente clima di tensione, insofferenze ed obiezioni. La ripetuta insistenza di Parente si è così posta come la classica goccia per far traboccare il vaso. A carte quarantotto sono finite pure le due esigenze primarie in precedenza prospettate e cioè la revisione dello statuto interno e della pletorica platea degli iscritti. Di tutto questo il Comitato ha preso atto, non trovando altro sbocco utile che rassegnare le dimissioni. Ora la parola passa alla Commissione straordinaria per i provvedimenti di conseguenza” chiosa.

Un’altra realtà culturale e ricreativa che rischia di scomparire e, questa volta, non si potrà fare uno scarico di responsabilità con un semplice “…e i commissari dove sono?!” urlato dal palco dei comizi; questa volta la responsabilità sarà tutta grazzanisana, sarà tutta da ricercare nel protagonismo di alcuni, quella stessa malattia che porta a creare 8-9-10 liste per le comunali, quella stessa malattia che porta a distruggere ciò da cui non si può trarre nulla.

Peppe Florio

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