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Inizio del ministero di parroco di S. Giovanni Battista a Grazzanise

martedì 12 luglio 2016, di redazione


Venerdi 15 luglio alle ore 18 la comunità grazzanisana accoglierà il nuovo Parroco della sua Chiesa Madre nella persona di don Giovanni Corcione che lascia la parrocchia di Pantuliano.
Il Rito sarà presieduto dall’arcivescovo di Capua Mons. Salvatore Visco con la presenza sacerdoti della forania del Basso Volturno guidata da don Giovanni Simone nuovo Parroco di Castelvolturno.
La celebrazione prevede l’accoglienza all’ingresso della Chiesa del Vescovo che accompagnerà il nuovo Parroco e dopo l’omelia in cui il presule presenterà la figura del parroco e il suo valore, vi sarà lettura del decreto Arcivescovile di nomina a parroco valido secondo il codice di diritto canonico per nove anni. Subito dopo davanti al Vescovo e alla comunità cristiana don Giovanni rinnoverà le promesse sacerdotali e farà atto di obbedienza all’ordinario diocesano di cui è rappresentate spirituale e legale. Poi il Vescovo secondo un’antica usanza lascerà il posto della sede di presidenza ( la cattedra parrocchiale realizzata a suo tempo dal prof. Ubaldo Conte) al nuovo Parroco. Da quel momento Don Giovanni presiede ufficialmente all’Eucaristia, alla pastorale e alla Carità della comunità a lui affidata. Altri sono i segni che si usavano una volta per questo rito, ovvero la presa di possesso del fonte battesimale, quella del confessionale e quella del tabernacolo delle Ostie consacrate con le sue chiavi. Il parroco è infatti l’iniziatore alla vita cristiana.
Al termine della celebrazione la segretaria del Consiglio Pastorale Parrocchiale rivolgerà l’indirizzo di saluto ufficiale della intera comunità al novello pastore locale.
Molti sono i sentimenti che accomunano la popolazione e i fedeli della parrocchia dopo lo smarrimento e il dolore per la perdita di don Peppino, anzitutto quello della gratitudine verso il Vescovo e verso il Signore unita all’entusiasmo per un parroco giovane e vicino ai giovani. Poi la voglia di rinnovamento a tutti i livelli espressa simbolicamente nella cura della Chiesa madre che da giorni è in fase di pulizie grazie all’opera spontanea di vari gruppi di persone. Il tutto guidato da un vero fratello per la comunità che è don Ciro Lardone amato da tutti e che ha preparato i fedeli a questo giorno, compreso gli ammalati i quali sono parte viva della comunità e delle cure dei ministri straordinari a cui va il grazie di ciascuno per la vicinanza concreta nel periodo di malattia di don Lauritano non facendo mancare nulla ai fedeli e facendo da tramite coi sacerdoti.
Il consiglio Pastorale nelle sue diversità sta curando la preparazione di una liturgia che aiuti a pregare e a meditare e che dia il tono di famiglia a don Giovanni e agli ospiti della diocesi. I Canti saranno eseguiti da tutte le corali delle nostre chiese cittadine a testimonianza di un desiderio di unità e accoglienza vera. Il rinfresco che seguirà nella casa parrocchiale sarà a cura dell’operosa attività del comitato Festeggiamenti di San Giovanni Battista. Molti chiedono cosa possono fare? Anzitutto pregare e confessarsi, partecipare alla Messa dell’ingresso e se hanno intenzione di fare dei doni possono liberamente farlo chiedendo agli operatori pastorali quello che serve, principalmente libri e arredi liturgici o quello che il cuore vorrà loro suggerire. Il Nuovo Parroco trova una comunità ricca di risorse e di operatori pastorali volenterosi e desiderosi di ulteriore formazione.
È inutile negare che per oltre centro anni questa comunità ha avuto solo due parroci con le loro visioni del sacerdozio e della Chiesa, nonostante ciò ha saputo farsi valere nell’ambito della catechesi con buoni risultati. Rimane però sempre aperta la questione del dialogo coi lontani dalla parrocchia, questioni da definire riguardo alcune tradizioni. L’esigenza di un ritorno ad una pastorale dei poveri e delle famiglie indigenti e la voglia di rinnovamento e di confronto con altre comunità, come pure il desiderio di essere parte attiva nelle iniziative della diocesi di cui tutti si sentono parte.

Tiziano Stefano Izzo

 


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