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Cent’anni fa la guerra

sabato 23 maggio 2015, di redazione


Il 24 maggio 1915 iniziava per l’Italia la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale. E’ trascorso un secolo da allora ma è come se fosse ieri perché quell’evento, il primo del genere dell’epoca moderna, è stampato nella memoria collettiva della nazione, grazie anche all’azione concomitante dei mezzi di comunicazione disponibili allora che ne fecero la quarta guerra del Risorgimento e ne amplificarono il significato patriottico toccando le corde più intime del popolo. Basti pensare all’impatto che ebbe la Canzone del Piave, di E. A. Mario, che ancora oggi riesce a suscitare ondate di commozione. La guerra fu una carneficina. Milioni di morti e feriti, senza contare le macerie materiali e morali e lo strascico di odi e rancori che portò al II° conflitto mondiale.
Più di 9 milioni furono i morti nei vari fronti mentre i feriti furono più di 21 milioni. Ma lo scontro non riguardò solo gli eserciti, pur composti da coscritti, colpì anche i civili. I morti furono quasi sette milioni.
L’Italia perse 650.000 soldati. 48 erano nostri concittadini (43 sono registrati nell’Albo d’onore del Ministero della difesa, 5 risultano solo nell’elenco dei caduti sulla lapide del Monumento di Grazzanise).

La maggior parte dei nostri caduti si ebbe nel biennio finale della guerra, il 1917-18. Ma già nel semestre del ’15 dopo lo scoppio delle ostilità, otto nostri compaesani persero la vita in combattimento o a seguito delle ferite riportate.
I primi a cadere, nello stesso giorno ma in due posti diversi, l’11 luglio, furono Montesano Antonio di Giuseppe e Parente Giovanni di Paolo. Il 21 e il 28 dello stesso mese caddero Papa Filippo di Antonio e Cioppa Giovanni di Nicola.
Il 30 ottobre morì Farina Antonio di Giuseppe e il giorno seguente, sul Carso, Caianiello Saverio di Antonio. Poco dopo, il 2 novembre, toccò a Di Stasio Giovanni Guglielmo di Antonio, sul Medio Isonzo, mentre Parente Francesco di Pietro il 19 Dicembre sul Col di Lana chiude la lista dei caduti del primo anno.

Dopo tre anni di aspri combattimenti, con posizioni conquistate poi perdute e nuovamente conquistate al prezzo di immani sacrifici, la guerra si avviava alla conclusione quando si spensero Parente Giuseppe il 6 ottobre e Bisceglia Alessandro il 18 per malattia. Ma anche oltre il 4 novembre, giorno del famoso Bollettino di Armando Diaz annunciante la vittoria, morirono Guida Cipriano il 27 novembre, Parente Silvio il 16 dicembre e Nardelli Emilio il 27 luglio del 1920 tutti per malattia.

La lista completa è qui

La prima guerra mondiale, per essere stata combattuta massimamente in Europa tra eserciti di stati europei puo’ essere considerata una vera e propria guerra civile europea. E’ sulle macerie lasciate dal conflitto, catastrofico e inutile perché non risolse i problemi ma li acuì, che il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, politico e filosofo austriaco, fondò l’Unione Paneuropea, il primo progetto di una Europa unita. La sua visione non ebbe successo, anzi un ancor più tragico conflitto si innestò sul primo, ma per nostra fortuna, dopo di allora, l’idea di una collaborazione pacifica prima e di integrazione poi fra gli stati si è fatta largo e l’Europa si è incamminata, speriamo definitivamente, sul sentiero dell’unità.

frates

 


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