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Vittorini: la fortuna di aver letto

domenica 24 luglio 2016, di redazione


Tempo di vacanze, di svago, ma anche occasione per leggere un buon libro che forse volevamo leggere da molto tempo ma non ne abbiamo avuto la possibilità. Sotto l’ombrellone o al fresco di montagna ma anche all’ombra di un albero in giardino è cosa buona, rilassante, utile dedicare un po’ di tempo alla lettura.
Vediamo cosa scrive sull’argomento un importante scrittore del primo ’900, attraverso un piccolo passo di un suo celebre romanzo. Parliamo di Elio Vittorini e del suo ’Conversazioni in Sicilia’:

Avevo letto le ‘Mille e una notte’ e tanti libri là, di vecchie storie, di vecchi , a sette e otto e nove anni, e la Sicilia era anche questo là, ’Mille e una notte’ e vecchi paesi, alberi, case, gente di vecchissimi tempi attraverso i libri. Poi avevo dimenticato, nella mia vita d’uomo, ma lo avevo in me, e potevo ricordare, ritrovare. Beato chi ha da ritrovare!

E’ una fortuna aver letto quando si era ragazzi. E doppia fortuna aver letto libri di vecchi tempi e vecchi paesi, libri di storia, libri di viaggi e le ’Mille e una notte’ in special modo. Uno può ricordare anche quello che ha letto come se lo avesse in qualche modo vissuto, e uno ha la storia degli uomini e tutto il mondo in sé, con la propria infanzia, Persia a sette anni, Australia a otto, Canadà a nove, Messico a dieci, e gli ebrei della Bibbia con la torre di Babilonia a Davide nell’inverno di sei anni, califfi e sultane in un febbraio o un settembre, d’estate le grandi guerre con Gustavo Adolfo eccetera per la Sicilia-Europa, in una Terranova, Una Siracusa, mentre ogni notte il treno porta via soldati per una grande guerra che è tutte le guerre.

Io ebbi questa fortuna di leggere molto nella mia infanzia, e a Terranova la Sicilia significava anche Bagdad e Palazzo delle Lagrime e giardino di palmizi per me. Vi lessi le ’Mille e una notte? e altro, in una casa ch’era piena di sofà e ragazze d’un qualche amico di mio padre, e ne ricordo la nudità della donna, come di sultane e odalische, concreta, certa, cuore e ragione del mondo.

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