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La biblioteca civica, una delle nostre vergogne

venerdì 11 settembre 2020, di redazione


Se si dovesse scegliere un’immagine simbolo del degrado di questo nostro paese, da anni in crisi di identità, mortificato e sempre più indietro per la qualità della vita, un’immagine emblematica dell’incuria in cui ci siamo progressivamente abituati a vivere, sicuramente quella dell’ex biblioteca comunale avrebbe pieno titolo a gareggiare per la vittoria.
Fatiche immani per crearla e organizzarla secondo le regole più aggiornate di biblioteconomia, per arricchirla di testi grazie alla generosità di tanti cittadini, sembrano essere state inutili. Avrebbe dovuto avere una collocazione idonea allo scopo e degna della sua funzione. Invece ha fatto una fine ingloriosa, sistemata, si fa per dire, dietro gli scranni degli amministratori nella sala del civico Consiglio, forse oggetto di approssimative esercitazioni, comunque sottratta alla fruizione dei cittadini.
Le ultime amministrazioni e due Commissioni Straordinarie hanno avuto altro da pensare che recuperarla, prese da problemi ben più impellenti dei libri. Che per il momento giacciono accatastati in pile disordinate, alla faccia degli anni di lavoro occorsi per inventariarli e spesso per ripararli. Un lavoro certosino, lungo, faticoso ma appassionante in nome della cultura e della sua diffusione, di cui si può ancora ritrovare qualche traccia nel sito dedicato non più aggiornato. Ora i volumi sono abbandonati, alla mercé delle tarme, come quelli del Cimitero dei Libri Dimenticati, al centro dei romanzi di Carlos Ruiz Zafòn, recentemente scomparso. Niente di cui andare orgogliosi!

frates

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