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Quote ristoro: verso la nomina del commissario ad acta

martedì 23 ottobre 2012, di redazione


Santa Maria la Fossa - “Il Tribunale amministrativo regionale della Campania, sezione prima, in accoglimento del ricorso in epigrafe, ordina che il Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta Articolazione Territoriale Ce dia esecuzione alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Campania, sez. I, n. 657 del 8/2/2012, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte della presente sentenza; dà mandato al Prefetto di Caserta per la nomina di un commissario “ad acta” onde provvedere in via sostitutiva nel caso di perdurante inerzia del Consorzio”. E’ quanto stabilito dal TAR Campania di Napoli in favore del Comune di Santa Maria La Fossa. La sentenza richiamata nel dispositivo sopra riportato riconosceva “il diritto del Comune di Santa Maria La Fossa al pagamento della somma di euro 1.927.928,64, oltre interessi nella misura legale con decorrenza dalla costituzione in mora con la domanda giudiziale in data 20/10/2004 e fino al soddisfo, a titolo di indennizzo ambientale, a carico del Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta, per i rifiuti conferiti all’impianto di ‘Parco Saurino’ nel periodo dal 1/1/2003 al 9/2/2004”.
Se il CUB non vuole aggravare la situazione dovrà pagare quanto dovuto nei 60 giorni intimati, altrimenti dovrà rifondere anche le spese del commissario ad acta che dovrà nominare la prefettura”. Ha dichiarato a commento della sentenza del TAR il sindaco Antonio Papa. Che ha continuato: “Nel caso di ulteriore perdita di tempo manderemo gli atti alla Corte dei conti e alla Procura in modo da individuare coloro che, sia nella qualità di rappresentante legale pro tempore e sia nella loro funzione di dirigenti del Consorzio, hanno causato un danno che finisce di affossare il CUB”.

Co. Sta.

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  • Con la viva speranza che questi soldi siano destinati esclusivamente al settore ambientale e in primo luogo per bonificare questa perdurante criticità. Questa somma dovrebbe essere gestita anche dai Sindaci dei comuni viciniori. Perchè se è vero che la discarica è sul territorio di Santa Maria la Fossa è anche vero che l’inquinamento delle falde acquifere non riguarda solo tale Comune. L’odore nauseabondo specie nei mesi estivi si è diffuso dappertutto. Infine, i soldi delle quote di ristoro non ce li mette lo Stato, ma li paghiamo tutti noi con bollette esagerate.

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