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Pd Caserta: un over 183 potrebbe metter fine alla segreteria di Vitale

Sembra ormai inevitabile o la destituzione o il commissariamento. Da Caserta neanche un candidato per le primarie di gennaio

mercoledì 24 dicembre 2014, di Peppe Florio


CASERTA - Per il Pd casertano è il momento della resa dei conti. Questa mattina, infatti, 183 firme sono state consegnate al presidente Enzo Cappello: sono le firme del 61 percento dei delegati provinciali eletti a novembre 2013, che chiedono la sfiducia per il segretario Raffaele Vitale, dopo lo scandalo dell’accordo Asi.

Non sembra essere proprio stata presa seriamente in considerazione l’ipotesi di “punire” quello che sembra essere il fautore, da parte del Pd, dell’accordo con Giovanni Schiappa (Ncd) e Carlo Sarro (Fi), ovvero Stefano Graziano, cosa che avrebbe almeno salvato la stabilità del partito in vista delle regionali. Sotto la bufera, infatti, sembra destinata a cadere tutta la segreteria del primo cittadino di Parete, Vitale.

Un coordinamento provinciale che, quindi, proprio non sembra preoccuparsi molto del fatto che, per le primarie per la scelta del candidato governatore, non sia stato espresso nessun casertano e che la politica regionale rischi o di restare Napolicentrica o di diventare Salernocentrica, continuando a relegare Terra di Lavoro al ruolo di subalterna.

Tutto perduto, a meno che in questi 5 giorni tra la consegna delle firme e l’assemblea non accada qualcosa, il che sembra piuttosto difficile, considerando che alle 183 firme andrebbero aggiunte quelle di altri 4 delegati, al momento assenti, e che, stando a voci di corridoio (non verificate, ma che di fatto non andrebbero a cambiare di molto lo scenario), un ulteriore gruppo, vicino ad un altro esponente casertano, non avrebbe firmato il documento di sfiducia solo per non esporsi troppo, pur sostenendo coloro che vogliono Vitale a casa.

Al momento 3 sembrano essere le strade possibili:

  la prima (quella più surreale e forse meno probabile, ma da non escludere tout court) è che qualche accordo politico possa improvvisamente spostare l’ago della bilancia a favore di Vitale;

  la seconda, il 30 si andrà in assemblea, con il rischio di vedere scene scabrose, forse l’ultimo atto con Vitale segretario, simili a quelle di sabato scorso, che di certo non fanno bene né al partito né alla dignità politica e umana del segretario e del gruppo che, in maggioranza e in minoranza, ruota intorno al centrosinistra casertano. E in quella sede, se si esclude la precedente ipotesi, a Vitale verrà semplicemente comunicata la destituzione;

  la terza: la segretaria regionale Assunta Tartaglione, considerata la situazione di estrema instabilità, potrebbe procedere al commissariamento.

Peppe Florio

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