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Giuseppe Raimondo non è più subcommissario, ma frattura ormai insanabile

A saperlo prima!

Intanto è scontro tra concezioni di campagna elettorale e vita politica

domenica 31 agosto 2014, di Peppe Florio


GRAZZANISE – Perdere la sicurezza di un pacchetto di 636 voti farebbe male a chiunque, ma venire poi a sapere che quella che apparentemente è stata la causa scatenante di tutto ora non esiste più, al danno aggiunge la beffa: è il caso di Nuovi Orizzonti che, a pochi mesi dalle elezioni e con un gruppo da ricostruire, dovrà puntare tutto sui possibili effetti benefici (in termini di urne) di un ricambio generazionale e sull’eventuale consenso derivante da quanto, insieme al leader Federico Conte, è riuscito a portare a termine in questi 4 (5 a primavera prossima) anni di attività.

La legge regionale 16, infatti, sciogliendo in maniera immediata i consigli di amministrazione degli Istituti autonomi per le case popolari, ha automaticamente destituito Giuseppe Raimondo, la cui iniziale rottura col gruppo era stata causata proprio da un problema legato alla carica di sub commissario allo Iacp di Caserta. A provocare lo scontro, lo scorso giugno, tra Raimondo e Raffaele Pezzera, infatti, era stata la volontà del socialista di candidare al proprio posto la moglie, Alba Villano, attirandosi l’opposizione dell’ex collega negli scranni della minoranza consiliare del 2010. La decisione era stata giustificata con il fatto che, in qualità di sub commissario, era candidabile ma non eleggibile. Una motivazione dai fragili piedi d’argilla e che già allora sembrava essere più che altro solo l’acme di un processo di rottura già in corso, come dimostrato da quanto accaduto successivamente: il consiglio di amministrazione di cui faceva parte Raimondo, infatti, se non fosse subentrata la legge regionale, sarebbe decaduto comunque con le prossime elezioni regionali, che coincideranno con le comunali grazzanisane.

Una rottura che il leader del movimento non ha saputo, potuto o voluto gestire, che, a catena, gli ha portato via Raimondo, Marcello Vaio e Paolo Parente, e che ora vede lo scenario politico più frantumato di quanto non fosse già prima. Per Raimondo, che pensa già ad una lista da candidato sindaco, infatti, è impensabile un rientro in Nuovi Orizzonti. Una scelta in cui, quasi sicuramente sarà seguito da Vaio, mentre Parente vuole che a scegliere sia il direttivo del Partito Democratico.

Difficile fare pronostici su quale lista riuscirà a spuntarla, anche se c’è già chi, sicuro del lavoro svolto, ostenta la sensazione (o la certezza) di avere la vittoria in tasca. Quel che è più certo è che alle comunali 2015, forse molto più di quanto sia accaduto in passato, a prescindere da come alla fine si risolveranno le alleanze e su quale sarà l’effettiva geografia politica, e al di là anche degli stessi punti dei programmi, si sfideranno almeno 3 modi diversi di concepire la campagna elettorale e, quasi di conseguenza, la vita amministrativa. Da una parte la politica vecchio stile di quelli più navigati e con maggiori agganci politici, che agiscono (se agiscono) in silenzio, per uscire allo scoperto solo in periodo pre-elettorale; dall’altra la doppia gamma di scelta presentata da una politica che lavora sempre pubblicamente, o per “via burocratica” o attraverso forme di “democrazia partecipativa”. La sfida e la scelta – se a farla da padrona non saranno accordi sottobanco, improvvisi “trasferimenti” di pacchetti di voti o sorprese dell’ultim’ora –, per i grazzanisani, sarà tutta qui.

Peppe Florio

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