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Il problema dei rifiuti approda su Le Monde

mercoledì 25 aprile 2007, di redazione

Grazzanise - In un lungo articolo del proprio corrispondente in Italia, Jean-Jacques Bouzonnet, il giornale francese Le Monde, nell’edizione odierna, si occupa del problema dei rifiuti in Campania. Il giornalista dipinge un quadro desolante, che purtroppo corrisponde al vero, della situazione della nostra regione, in concomitanza con la requisizione del sito Lo Uttaro "per far fronte all’emergenza rifiuti scoppiata nella regione Campania".

"Senza parlare, aggiunge, delle strade di Napoli, regolarmente invase da cumuli si spazzatura, tutto l’hinterland napoletano, da Salerno a Caserta, è una gigantesca pattumiera. L’accesso a numerose località avviene tra due pareti di rifiuti.. La campagna è punteggiata di discariche abusive da cui si alzano fumarole sospette. In mezzo ai frutteti in fiore, intorno a zone abitate, a volte anche intorno ad edifici storici, dappertutto è lo stesso spettacolo di sacchi di immondizia sventrati, di frigoriferi fuori uso e di vecchi pneumatici".

Sembra una cronaca d’altri tempi, degna delle descrizioni dei grandi romanzieri dell’800. E’, purtoppo, la realtà attuale per la quale siamo finiti in pasto ai giornali di tutto il mondo.

Ogni giorno si producono in Campania 7.300 tonnellate di rifiuti. "Ma", dice il giornale, "questa collettività di 6 milioni di abitanti è incapace di trattarli". E, specie quella tossica, non è solo monnezza di casa nostra perché viene in gran parte da fuori, dall’Italia del Nord e dall’estero. "Numerosi industriali italiani e stranieri cedono alle tariffe imbattibili delle imprese controllate dalla camorra...La lista di avvocati, carabinieri ed eletti arrestati la dice lunga sulla catena di complicità in una regione in cui il 42% dei Consigli comunali sono stati sciolti per collusioni con la camorra".

Le conseguenze per la salute sono catastrofiche. Le Monde precisa: "All’inizio degli anni 2000, dei prelievi nel suolo hanno rivelato ’un tasso di diossina più elevato che a Seveso dopo l’incidente’, afferma Antonio Marfella, un tossicologo dell’Istituto dei Tumori di Napoli. ’E la gente continua a mangiare frutta e legumi e a bere acqua di rubinetto’, insiste Eleonora Gitto (consulente per l’Ambiente del Consiglio Regionale".

E così, conclude il giornale d’oltralpe: "Posto sotto protezione di polizia all’inizio del suo mandato [Bertolaso] preferisce mettere i contestatori degli inceneritori e dei suoi progetti di discarica davanti alle loro responsabilità: ’sarebbe meglio che la gente protestasse contro le discariche abusive piuttosto che contro la decisione dello Stato di installare impianti puliti e controllati’.

Oggi, 25 Aprile, festa della Liberazione, si impone un altro tipo di liberazione, quella dalla monnezza.

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