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Inquinamento acustico, problema non secondario

lunedì 19 agosto 2013, di redazione


Grazzanise - Un commento postato nei giorni scorsi da un anonimo (purtroppo) lettore ci spinge ad anticipare un pezzo che avevamo pensato di dedicare al problema dell’inquinamento acustico e dei venditori ambulanti in particolare.
L’anonimo lettore rende molto bene, nella sua sinteticità, la situazione nel nostro paese.
Si comincia dalle prime ore della giornata e si prosegue imperterriti nella tarda mattinata. Non mancano venditori che annunciano le loro mercanzie anche nel pomeriggio. Il paese è completamente in preda di fastidiosissimi altoparlanti montati su camion, furgoni, apecar che percorrono le strade spesso senza neppure attendere che improbabili massaie escano dalle case. Una situazione insostenibile, soprattutto per persone malate, per bambini, per quanti hanno bisogno di riposare, alla quale nessuno mette un freno. Si badi, non stiamo parlando contro l’esercizio del commercio ambulante che svolge una importante funzione sociale e occupa innumerevoli addetti ma contro l’abuso degli strumenti di propaganda (per non parlare poi di altre problematiche di ordine igienico-sanitario). Il problema riguarda anche esercizi fissi che pretendono di infischiarsene della quiete altrui.
E’ un’ardua impresa cercare sui siti istituzionali i regolamenti comunale e regionale sull’argomento. Ma c’è un articolo del codice penale, il 659, rubricato con il titolo di “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” (volgarmente denominato anche disturbo della quiete pubblica”) che sanziona “Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309. Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’autorità“.
La legge, come sempre, c’è, manca chi la fa rispettare. Così come manca chi controlla i distributori a quintali di pubblicità cartacea che poi rimane in strada per giorni e giorni.

frates

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