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ATTUALITA’

Con la scusa che Internet è libero certa carta stampata fa razzìa di articoli

venerdì 10 luglio 2009, di redazione


Per alcuni, Internet equivale a ‘ terra di nessuno ’ dove è lecito rubare, razziare, saccheggiare.
Si va dallo studente che propina al professore un polpettone di materiali trovati qua e là spacciandoli per tesina propria allo pseudo autore che arraffa quello che può e lo spiattella come frutto delle proprie meningi, per finire a chi ha urgente bisogno di scrivere un articolo su un dato argomento o di riempire uno spazio che non sa di che colmarlo. E’ il caso spesso di alcuni giornali locali che devono scrivere un pezzo per un dato paese ma non hanno nulla da pubblicare.

Di fronte all’urgenza ci si impadronisce di qualsiasi cosa si trovi a portata di mano, anzi di mouse, e non si va tanto per il sottile, si prende, si pubblica, si spaccia per materiale proprio.
Il fenomeno è molto più ampio di quanto si crede. E quando vengono colti con le mani nel sacco, i ladri si giustificano dicendo che tutto ciò che si trova in internet è libero.
NO, egregi signori! QUESTA E’ UNA MENZOGNA!

Al sottoscritto è capitato più di una volta vedersi riprodotti suoi materiali scritti per questo portale. BASTA! Non se ne può più di questo sciacallaggio.

L’ultimo episodio in ordine di tempo risale a oggi. Uno di questi giornali ha pubblicato un pezzo del sottoscritto postato in rete il 3 luglio scorso, come si può osservare. Una copia perfetta nel testo e nella punteggiatura, ma senza firma e senza citare la fonte. Il lettore sprovveduto pensa a un lavoro redazionale del giornale che sta leggendo. Invece no, in questo caso è opera del sottoscritto.

Sul sito http://www.homolaicus.com/diritto/copyright/ si può leggere:
Ai sensi dell’art. 2575 codice civile e dell’art. 1 della Legge 633/1941 “formano oggetto del diritto di autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla scienza, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative …” e, dunque, può ritenersi tutelato dalla LdA ogni testo che possieda i caratteri della creatività, prescindendo, quindi, dalla circostanza che esso venga pubblicato in forma cartacea o digitale (e della sua estensione).
L’autore aggiunge che “Per evitare ogni “disguido” o contestazione sull’illecito utilizzo da parte di terzi dei propri testi digitali pubblicati su internet il consiglio è quello di apporre nei propri siti web specifici “disclaimer” o note informative sul regime di utilizzazione del materiale contenuto nel sito (copyright).
Giova tuttavia ricordare che una pagina web ed il suo contenuto è protetta dalla LdA fin dal momento della sua creazione, senza bisogno di alcuna formalità.
Da ciò ne consegue, continua il sito, che le cosiddette “note di copyright” o “disclaimer” possono apparire, se non inutili, almeno superflue, poiché nulla aggiungono ad un diritto che già esiste.

Infine, un paragrafo che calza a pennello con la nostra situazione:
Tale accortezza si rende addirittura necessaria per impedire o disciplinare la riproduzione da parte di terzi di articoli giornalistici a carattere politico o finanziario, posto che ai sensi dell’art. 65, comma 1, L. 633/41 “gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso … messi a disposizione del pubblico e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti … se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata e purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data ed il nome dell’autore se riportato” .

Come ognuno può leggere in fondo alla home page di questo portale non abbiamo indicato alcuna limitazione all’utilizzo dei nostri testi se non la condizione di citare la fonte. Almeno questo, diamine!

Tutto quello che facciamo e scriviamo è senza fine di lucro per cui ci pare assolutamente indecente che qualcuno utilizzi il nostro lavoro per guadagnarci. Il giornale cartaceo non è distribuito gratis, si fa pagare, ed è giusto. Ma non deve succedere a scrocco come quei compagni di scuola (chi non ne ha avuti!) che mangiano la merenda degli altri.
Quando abbiamo avuto bisogno di utilizzare del materiale altrui (es: foto) abbiamo chiesto l’autorizzazione a chi ne deteneva i diritti. Pretendiamo che gli altri facciano altrettanto con noi! E’ almeno una questione di civiltà e di buona educazione!

Diffidiamo, perciò, chiunque dal proseguire in questo sciacallaggio, la parola rende bene la situazione. D’ora in avanti, se dovesse ripetersi faremo nome e cognome dell’articolista o della testata che abusano del copia e incolla e valuteremo l’opportunità di adire le vie legali.

franco tessitore

 


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