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L’attesa

sabato 27 marzo 2010, di redazione


Finalmente! Per fortuna la legge prescrive una giornata di silenzio, di riflessione prima del voto. E’ finita la sbornia della breve ma intensa campagna elettorale culminata nei comizi di chiusura di ieri sera, dopo mesi e mesi di incertezze, proclami, aggregazioni e divorzi. Il popolo delle tre liste in campo per le comunali ha invaso in successione e disciplinatamente la storica piazza S. Giovanni per poi sciogliersi presso le rispettive sedi elettorali, chiamato a raccolta per dare una dimostrazione di forza che vorrebbe prefigurare la vittoria certa.

Il paese si è svegliato come dopo un lungo festino con ubriacatura finale. Un silenzio irreale, di attesa, domina per le strade dove fino a poche ore fa strombazzavano le auto della propaganda in un incessante quanto fastidioso frastuono.

Non restano che i manifesti e i fac-simile mossi dal debole venticello mattutino.

E come tutte le sbornie che si rispettino anche questa porta con sé un mal di testa e un senso di spaesamento. La macchina elettorale è ferma ma non dorme. Sopravviene il dubbio che qualcosa rimane ancora da fare, che quella tale famiglia è ancora da contattare, che qualche ingranaggio nella macchina elettorale non abbia funzionato come ci si aspettava.

Ci si mangia le unghie nell’attesa del verdetto. C’è qualcosa di sadico in questa attesa, un prolungamento della tensione, della sofferenza anche, di chi ha impegnato tutte le proprie forze e non sa ancora se il suo lavoro sarà ripagato dalla vittoria della lista e dal successo personale.

C’è il candidato che ha impegnato oltre alla faccia anche un bel po’ di denaro, c’è quello considerato tra i papabili che non si fida e teme lo sgambetto, c’è il candidato riempitivo che sogna di sorprendere. C’è chi ha l’interesse in ballo o rosee prospettive di ‘carriera’ e chi partecipa in modo goliardico ma con un ardore da far tenerezza.

In ogni caso la partita è seria. Non è semplicemente una questione di vincere o perdere. C’è anche quello. Ma il compito che attende chi andrà ad amministrare non è semplice. Davanti al paese si aprono scenari nuovi e bisogna essere pronti a coglierli e a gestirli.

Il momento di riflessione serve a fare una scelta consapevole.

E’ auspicabile che una volta smaltite le tossine di questa sbornia gli eletti del popolo sappiano, in scienza e coscienza, affrontare con serietà e spirito di servizio, i problemi reali del paese e che la partecipazione popolare che ha accompagnato la campagna elettorale, la passione dimostrata in questi giorni, proseguano anche dopo, anzi soprattutto dopo, nel seguire le scelte e l’attività di chi siederà nei banchi di governo e di opposizione, senza rilasciare deleghe in carta bianca.

E qui entrano in gioco le sezioni di partito che dovranno essere in grado di interpretare, raccogliere e trasformare in azione politica le istanze della gente.

Buon voto a tutti!

frates

 

1 Messaggio

  • L’attesa

    27 marzo 2010 13:16, di Raimondo Giovanni (Tip.)
    Spiace solamente che i programmi per lo sviluppo del paese siano passati in secondo piano. Ci siamo adeguati alla politica nazionale e quindi sono state vomitate, in quantità industriale, ingiurie e insulti alle persone. Attenzione però che la degenerazione della politica è il crepuscolo della democrazia.


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