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Don F. Montesano (20): danni di guerra

lunedì 10 gennaio 2022, di redazione


Abbiamo accennato precedentemente qui al problema dell’Opera Nazionale Combattenti e ai contrasti tra vecchi e nuovi proprietari delle terre confiscate. L’argomento stava a cuore a Don Francesco Montesano perché riguardava da vicino la sua famiglia, come, pure, la questione dei danni causati dall’alluvione del 1949.
Ma dalle carte del prete spunta un altro aspetto della sua infaticabile attività, stavolta finalizzata all’ottenimento dei risarcimenti per danni di guerra. Grazzanise era stata a lungo sul fronte di guerra e aveva patito più di un bombardamento da parte delle forze alleate culminato nella strage del ricovero del 30 settembre 1943. Le perdite di vite umane erano state notevoli e i danni materiali (case crollate, bestiame ucciso o razziato dai tedeschi) erano stati ingenti. Passato il ciclone si diede avvio ai risarcimenti. In realtà c’era già una legge, quella del 26 ottobre 1940, n. 1543 che prevedeva la concessione di contributi per la perdita o il deterioramento di cose a seguito della “presente guerra”. Altre leggi furono in seguito approvate in regime repubblicano per risarcire i cittadini vittime di bombardamenti, rastrellamenti, requisizioni e distruzioni.
Anche in questo caso si registra l’attivismo del sacerdote don Ciccio che dà una mano a presentare le domande all’Intendenza di Finanza di Caserta per il tramite della Stazione dei Carabinieri. Nelle carte che ci sono pervenute abbiamo trovato tre elenchi di danni subiti (più uno schema di elenco) che attestano questi interventi già prima della fine della guerra a giudicare dalla data in calce a due di essi e dai destinatari Carabinieri Regi in tutti e tre.
A onor del vero dobbiamo aggiungere che questi elenchi sono scritti dalla stessa mano ma non sembra quella del prete. La grafia precisa, dal tratto elegante, senza dubbio una bella scrittura come si diceva una volta, sembra quella di un impiegato di livello, o un funzionario abituato a scrivere atti pubblici e a ciò delegato, mentre la grafia di don Ciccio è quasi sempre poco ordinata.
Ma come spiegare la presenza di questi documenti nelle carte di don Francesco? Non riusciamo a trovare altra ragione se non nell’interessamento del sacerdote per tutto ciò che riguardava aiuto e assistenza per le persone più inesperte. Dobbiamo pensare, in questo caso, a una collaborazione con altri più avvezzi a redigere tali documenti mentre, a sua volta, don Ciccio, lo ricordiamo ancora, è in grado di entrare in tutti gli uffici e avvicinare tutti i funzionari.

Passiamo a esaminare questi elenchi riportando solo le iniziali dei dati personali. Incuriosiscono tra l’altro alcune quantità accusate. Il primo è in un foglio strappato a metà perciò incompleto:

Comando Stazione CC.RR di Grazzanise

Danni subiti da I. T. fu O. ad opera di bombardamento aereo americano il 1 ° Ottobre 1943

materassi 14 L. 9800
lana kg 88 17600
guanciali 16 4800
lenzuola di lino 45 47000
lenzuola di tela 23 18500
camicie di seta da donna 21 7500
camicie di popelina 18 5400
camicie per uomo 13 5200
mutande per donna 49 7400

nel retro di questa parte c’è il resto dell’elenco:

coperte semplici 9
cappotto per donna 2
capotto per uomo

Del secondo elenco ci sono pervenute due copie di cui una riporta la correzione dei prezzi:

Comando Stazione CC. RR. Di Grazzanise

Danni subiti da P. M. G. vedova C. domiciliata in via Agostino Cantiello nei giorni 2-3-4 di Ottobre 1943

coperta di seta 1 5000
Lenzuola di mussola ricamate 2 6000
lenzuola di tela di lino 8 16000
camicie di tela di famiglia 10 5000
abito di seta da donna 1 2500
abito di vigogna da uomo 1 1000
lana: kg 8 1600
un paio di scarpe da donna 1000
grano q.li 103000
granoturco q.li 5 1250
legumi q.li 2600
piatti richiard 8 dozzine 4600
bottiglie da un litro 4 40
servizio da caffè per 12 - 300
lardo kg 124000
sugna kg 123600
conserva kg 452250
salsiccia sott’olio kg 105000
un maiale da ingrasso da un q.le e 30 -16000
pollame capi n.22 5500
rame kg 5 2000
oro k18 gr.45 30000

Porta la data del 1944 uno schema di dichiarazione senza indicazione del nome del dichiarante.
Oggetti distrutti dai tedeschi a seguito di mine il giorno 4 ottobre 1943 nel suo fabbricato sito a Via Roma, n. , e l’altro a Via Volturno, n. 31, a seguito di bombardamento, incursione del 1 ottobre 1943 in Grazzanise.

Mobilia in due stanze da letto completo N° L.
mobilia alla stanza da pranzo “ “
mobilia stanza da studio e libri “ “
bottega generi diversi con arredi “ “
cucina con arredi “ “
materassi di lana “ “
biancheria assortita e vestiari “ “
grano quintali “ “
granone quintali “ “
avena “ “
fagiuoli “ “
ceci hg “ “
maiali n. del peso complessivo di hg “ “
galline “ “

totale lire

Grazzanise 11 Marzo 1944

Lo schema e il documento seguente, del quale ci sono sei copie, riportano la data dell’11 e 14 marzo 1944. E’ possibile che anche gli altri siano dello stesso periodo, facenti parte di una operazione collettiva:

Comando Stazione CC. RR. Grazzanise

Danni subiti da G. C. G. fu B. ad opera di soldati inglesi durante il periodo 7-8 ottobre 1943

galline 28 L. 8400
grano q.li 11 3300
coperte da letto imbottite 2 6800
lenzuole di lino 16 16800
tovaglie di cordoncini 12 9600
orecchini d’oro k18 2 15000
collane d’oro k18 2 12000
lardo kg 28 8400
sugna kg 18 5400
conserva kg 16 1600
vestito nero per uomo 1 6000
cappelli 2 1200
camicie 12 4200
scarpe paia 2 3000
fagioli kg 20 8000
servizio da caffè per 12 2 3000

Grazzanise lì 14-3-944

Anche il sacerdote ha dei danni da denunciare per avere un indennizzo. Tuttavia il suo interesse è diverso da quello degli altri danneggiati. Abbiamo due minute su fogli di quaderno, l’una correzione dell’altra, di una domanda senza data di risarcimento riguardante beni che hanno sì un valore economico ma rientrano e sono circoscritti nel patrimonio culturale. Per le altre persone si tratta, come abbiamo visto, di beni materiali quali suppellettili, arredamento, vestiario, argenteria, bestiame o alimentari, per lui sono i libri.
Da notare che nella domanda, che riproduciamo di seguito, sono menzionati “molti libri di psichiatria”, la qual cosa lascia pensierosi alla luce di quanto abbiamo già detto circa la sua salute.
Non sappiamo se la domanda fu effettivamente inoltrata. Inoltre, i punti interrogativi in parentesi, da qui in avanti, stanno a indicare una nostra interpretazione quando l’originale è poco chiaro.

"Intendenza di finanza
Caserta

Con questa pregovi caldamente tener conto della mia domanda per danni di guerra subiti per bombardamenti.
Con vera coscienza ho da farvi noto? Che i danni avuti principalmente, per me sacerdote, consistettero nella distruzione di settecento volumi ben tenuti, data la mia alta mania per lo studio profondo il cui prezzo e ben ricordo, superava le trecentomila lire di allora.
Oltre i volumi ordinari per il ginnasio e il liceo mi furono distrutti:
tre vocabolari italiani: Melzi, Cappuccini, Torraga
tre vocabolari latini
un vocabolario greco
un vocabolario francese
un vocabolario inglese
un vocabolatio tedesco
un vocabolario spagnolo
tutti i volumi di filosofia scolastica, teologia e morale nonché di storia ecclesiastica e La Summa theologica di S. Tommaso e tutte le opere di S. Agostino e di altri santi scrittori antichi.
Tutti i volumi giuridici in utroque iure comprati e studiati a Roma ove frequentai l’Ateneo giuridico pontificio (?)
Enciclopedia giuridica Mancini (?)
Enciclopedia Treccani
Storia dei papi di Von Pastor
molti libri di psichiatria e oltre 500 forti romanzi di ruolo internazionale.
Sicuro d’essere ben compreso e lecitamente accontentato.
Con cuore infinitamente
ringrazio".

***

Non ha niente a che fare con i danni di guerra il prossimo documento. Esso potrebbe figurare nel capitolo delle raccomandazioni di cui ci siamo occupati in precedenza. Ma poiché lo abbiamo rinvenuto sul retro di uno degli elenchi su riportati lo riproduciamo adesso con riserva di inserirlo al posto giusto in un eventuale riordino degli articoli. Si tratta della minuta, senza dubbio di pugno del sacerdote, di una richiesta, non si sa a quale autorità e in quale data, affinché venga ammesso presso i religiosi della Madonna di Montevergine un ragazzo che ne era stato allontanato per motivi che riguardavano il padre. E’ un ulteriore esempio della sollecitudine di Don Francesco verso chi gli si rivolgeva per un aiuto. Anche qui scegliamo di non presentare estesamente il nominativo dell’interessato.

"Il sottoscritto A. C. fu T. invia questa sua alla S. V. per esprimere un fatto suo di grande delicatezza.
Il sottoscritto ha un nipotino di tredici anni il quale vuole assolutamente essere in un ordine religioso. Mandato ai religiosi della Madonna di Montevergine questi lo mandarono via dopo due giorni (?), avendo il bimbo il padre in carcere.
In prima il bimbo è stato cresciuto dalla nascita ad oggi dal sottoscritto, suo nonno; secondo il padre del bimbo è in carcere ma per sciocchezze.
Ora volendo accontentare angelica aspirazione del suo nipotino, il sottoscritto prega la S. V. affinché gli si dia il permesso (?) di tornare a Montevergine.
Esaminato il caso la S. V. vera e somma espressione del cristianesimo, sicuramente accontenterà questa richiesta.
Sicuro d’essere cordialmente accontentato il sottoscritto sentitamente ringrazia, attendendo risposta positiva"
.

frates

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