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Addio al prof. Nicola D’Abrosca

giovedì 26 novembre 2020, di redazione


Un altro amico, il prof. Nicola D’Abrosca, notissimo in paese, ci ha lasciati. Il Covid, maledetto, lo ha sconfitto così come aveva fatto con altre tre persone. “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, diceva il poeta di fronte allo spettacolo dei caduti in guerra e veramente sembra di assistere, virus o non virus, alla caduta delle foglie per quante persone conosciute stanno venendo meno.

Nutrivo amicizia da lunga data col prof. D’Abrosca, soprattutto da quando le vicende lavorative hanno fatto incrociare le nostre strade. Ricordo che fu lui a incoraggiarmi, ero riluttante, a presentare domanda di trasferimento alla scuola di Grazzanise, dove qualche anno dopo egli fu scelto come vicepreside, incarico che tenne fino alla pensione.
Fu un punto fermo per quanto riguardava l’organizzazione e il funzionamento e fu memoria storica per i vari Dirigenti che si alternarono alla guida dell’istituzione.
Appassionato di informatica fin dagli albori, collaborò con alcuni di noi a introdurre l’uso del computer nella didattica e nell’impiego pratico.

Ma oltre la scuola si impegnò in altri campi. Fu tra i dirigenti della locale sezione del PSI e per un breve periodo fu anche consigliere comunale e rappresentante presso il Consorzio provinciale dei rifiuti.
In seguito partecipò alla costituzione dell’Associazione Culturale Tre Grazie divenendone membro del direttivo.

Negli ultimi anni era sicuramente un animatore del gruppo di ’vecchietti’ del ‘ponte’. Senza di lui le discussioni non avevano sapore. Apparentemente burbero e scostante, in realtà aveva una accentuata ritrosia che nascondeva dietro modi battaglieri e quasi aggressivi. Ha sempre combattuto con successo i problemi che la vita gli aveva riservato e alla fine si è ritrovato con una famiglia numerosa e unita. A volte si lamentava con finto fastidio e con grande orgoglio per il fatto che i nipotini, bazzicanti tutti insieme per casa, gli toglievano, diceva, la tranquillità. Da oggi essi si chiederanno dove si sia cacciato quel nonno musone e brusco ma buono.

Buon viaggio, caro amico! Ti sia lieve la terra! Ai tuoi cari, per i quali nutrivi un amore viscerale quanto, forse, dissimulato, vanno le nostre più sentite condoglianze.

frates

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